
Io ci sono

Ci sono per tutte le volte in cui mi sono sentita dire che tanto a Ravenna non cambierà mai niente.
Che comunque a Ravenna non c’è speranza. Che possiamo lamentarci, indignarci e protestare, ma tanto, dentro a quel Palazzo, nulla di veramente nuovo succederà.
Ci sono per tutte le volte in cui mi hanno detto di lasciar perdere.
Solo perchè non sono cresciuta mangiando con la politica, nè sono stata allevata in scuole di partito come un pollo di batteria. Mi hanno detto che non funzionerà perchè sono una donna, e questo già di per sè è un fatto che a Ravenna non si è mai visto. E chissà perchè. E poco conta il fatto che io abbia avuto il privilegio di studiare, di laurearmi, di essere una madre, una sportiva, un avvocato e una imprenditrice. Mi sono sentita dire che tutto questo non mi dà le possibilità che invece ha un mestierante della politica. Ma io ci sono. Perchè io sono molto più simile alle persone che mi circondano e che vivono in questa città, di quanto lo siano decine di funzionari di partito, impegnati solo a difendere interessi stagnanti e incancreniti da decine e decine di anni di potere indisturbato. Certo, io non ho esperienza di congressi di partito, di arringhe al pubblico, di accordi per l’assegnazione di nomine strategiche, di stanze oscure dove spartirsi interessi e cortesie. Ma sono orgogliosa di aver sempre lavorato, e studiato e ascoltato con umiltà le persone intorno a me. Così come sono orgogliosa di accompagnare i miei figli a scuola,
andare a fare la spesa e poi andare a lavorare, esattamente come centinaia di miei concittadini, la cui concretezza
e capacità non è certo minore di quella di certi personaggi in fascia tricolore. E come quella di tanti altri
ravennati che vivono i problemi di questa città, senza nascondersi dietro le porte di quel Palazzo e dietro le
logiche ottuse di un partito che comanda da decenni.
Con l’arroganza di chi si comporta come se questa città fosse una cosa propria.
Ci sono perchè Ravenna è la mia città.
Non la loro. E quella di mio padre. E quella dei miei figli. E’ la nostra città, non è quella di “quel partito”.
Non è una bella poltrona rossa - appena fuori porta come fosse la meta di una gita domenicale da occupare
qualche anno per aggiungere una stellina al curriculum del bravo-politico e guadagnare la promozione
alle classi superiori.
Io sono una ravennate. E in questa città continuerò a vivere anche dopo queste elezioni e dopo i cinque
anni che seguiranno. Io sarò qui. Ed è per questo che voglio vivere in una città migliore.
E’ l’eredità che lasciamo ai nostri figli. Che hanno il diritto sacrosanto, ad una città diversa, finalmente.
Ci sono, perchè io non ho bisogno di indossare una maschera per sembrare nuovo, nè di rinnegare in
mille modi fantasiosi e patetici chi mi ha preceduto, pur di sembrare diverso.
Ci sono perchè sono stanca di questa amministrazione che dice di cambiare e non cambia mai. Della sua tracotanza. Della sua cecità. E perchè vedo la stanchezza delle persone intorno a me e la grande voglia di cambiare. Cambiare significa aprire le finestre e lasciare entrare aria pura. Aria fresca, nuova e pulita.
Io ci sono perchè Ravenna ha un bisogno autentico e urgente di essere ascoltata, di essere ripettata, valorizzata e amata. Non merita le umiliazioni che ha vissuto. Non merita chi l’ha governata - o meglio - usata fino ad ora. Voglio invece poterne essere orgogliosa.
La voglio più bella, più ospitale, più efficiente.
Voglio mostrarla al mondo con tutta la fierezza e l’orgoglio di chi, come me, è innamorato di lei. E sono pronta a lavorare per far sì che, chi la incontra per la prima volta, se ne innamori tanto quanto me. Tanto da non veder l’ora di tornare.
Ravenna ha bisogno di questo e di molto altro. Ma soprattutto, ha bisogno di essere cambiata. Per questo Io ci sono. E se ci sarete anche voi, questa volta - insieme - possiamo farcela.

